Orgasmic Rabbit: il miglior amico delle donne

Come raggiungere il doppio piacere con l’Orgasmic Rabbit

Il vibratore Orgasmic Rabbit è composto da una parte principale, che ricorda il fallo maschile, e da una parte inferiore con due simpatiche orecchie da coniglietto: lo scopo è di riuscire a dare piacere sia alla parete vaginale, che di stimolare dolcemente il clitoride, riuscendo anche a raggiungere il tanto mitologico punto G. Si può scegliere se utilizzare le due parti vibranti insieme o separatamente, e in aggiunta le sfere rotanti presenti nella punta dell’asta forniscono un piacere particolare alla vagina: con delicatezza ma allo stesso tempo con forza.

Come utilizzarlo

Col tempo la parola vibratore ha superato il suo iniziale carattere negativo, e complice l’aspetto gradevole dell’Orgasmic Rabbit il suo utilizzo non è più così trasgressivo, cosa che non lo rende certo meno piacevole all’uso. La sua esperienza di piacere può essere rinnovata insieme al partner senza particolari pudori, e anzi per lui sarà una sensazione di piacere far godere la propria donna con un oggetto che riproduce nella forma l’organo maschile.

La storia del vibratore coniglio

Origini del “coniglio”

La storia dei vibratori femminili parte, almeno ufficialmente, nel 1869, quando per curare l’isteria femminile viene inventato da George Herbert Taylor. Ma è solo nel 1983 che la Vibratex diffonde il vibratore a doppia azione, ovvero a stimolazione vaginale e clitoridea. Il suo formato è ancora classico, con il caratteristico componente interno che ricorda il pene e delle protuberanze esterne, e si arriva al coniglio (rabbit in inglese significa quello) per puro caso.

Gli oggetti venivano prodotti in Giappone, dove per superare il divieto di fare vibratori venne in mente di realizzarli il più possibile simile a animaletti e farli passare per giocattoli: da qua il castoro, la tartaruga, e… il coniglio! Quest’ultimo scelto proprio perché il proprietario della Vibratex Shay Martin era nato nell’anno del coniglio secondo il calendario cinese. Il look gradevole e la rivoluzionaria formula con delle sfere rotanti per aumentare la stimolazione, portarono al primo successo del Rabbit Pearl rispetto ai modelli tradizionali fino a quel momento sul mercato.

Un lento e costante successo

Il successo per tutti gli anni 80′ è solo di nicchia, ma una serie di fattori aiutano il successo del Rabbit. Nel 1993 a Seattle debutta la catena di sexy-shop Babeland, e nel 1997 l’apertura della filiale newyorchese è parallela al lancio del nuovo prodotto Rabbit Habit. Quest’ultimo ha un pannello di controllo integrato, ed evita l’annoso problema che aveva impedito una piena soddisfazione nell’utilizzo del vibratore: perdersi nei fili di collegamento tra questo e il pannello di controllo nel mezzo del piacere!

Sex and the city… e il Rabbit!

Quando i produttori della HBO visitano dei sexy-shop newyorchesi per capire qual è il vibratore più utilizzato, la risposta ovviamente è… il Rabbit! L’episodio di Sex and the city intitolato “La tartaruga e la lepre” che esce nell’agosto 1998 vede Charlotte sviluppare una vera e propria dipendenza nel suo utilizzo, e subito visto il successo della serie il vibratore diventa un oggetto cool, che può essere discusso alla luce del sole senza nessuna vergogna.

Rabbitmania

Da quel momento le compagnie produttrici di sex-toys hanno ovviamente copiato la formula originale, e il vibratore con le orecchie è diventato il giocattolo sessuale più diffuso e ambito: complice anche il boom delle vendite on-line, che assicurano piena discrezione. Da Geri Halliwell e altre celebrità che ne hanno applaudito l’uso dicendo che “l’unica cosa che non fa il Rabbit sono le coccole”, a Oprah Winfrey che lo ha definito “la Rolls Royce dei sex toys”, passando per libri e documentari in tema. E anche propositi di censura: il procuratore generale dell’Alabama ne aveva chiesto il bando alla vendita nel suo stato, e il caso era diventato un vero e proprio polverone politico, con intervento del Governatore donna in persona per sancirne la sacrosanta libertà di uso (e farsi rieleggere…). Potenza del “coniglio”!

Il Rabbit in Italia: un po’ di numeri

Ormai l’autoerotismo è sdoganato, se recenti dati segnalano che è praticato in Italia dal 95% degli uomini, contro l’89% delle donne: e non pensiamo che c’entrino particolarmente i tempi insicuri, di relazioni difficili, la masturbazione è sempre stata praticata, semplicemente oggi è più facile ammetterne la pratica. Ma è ben diversa la situazione quando parliamo di sex-toys: solo il 28% delle italiane ne ammette l’utilizzo, rispetto alla quasi metà delle tedesche, o alle emancipate americane che vanno verso il 60%. Paradossalmente, siamo ai vertici internazionali per frequentazione di siti come Youporn e affini, ma i giocattoli sessuali sono ancora visti con un certo imbarazzo.

Perché scegliere il vibratore Rabbit

Se al momento le Geisha Balls (le palline vaginali) sono il sex-toy preferito dalle italiane, il Rabbit è buon secondo e il suo utilizzo è in netta crescita. Tra i motivi il suo aspetto indubbiamente carino, l’estrema comodità a livello pratico, e buon ultimo ma non troppo, il fatto che sappia provocare un gran piacere. Un consiglio finale per i mariti: sentite che il rapporto di coppia è un po’ in crisi, volete novità in camera da letto? Regalare un vibratore Orgasmic Rabbit sarà un regalo insolito ma sicuramente gradito alla vostra dolce metà.

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