Rom e sinti, lo sterminio dimenticato. Gli eventi che lo ricordano
A Torino, Casalmaggiore (Cr) e Catanzaro l’associazione Aizo (Associazione Italiana Zingari Oggi), che da 40 opera in difesa dei diritti e in promozione dei doveri di rom e sinti, organizza alcune iniziative per ricordare lo sterminio del popolo rom e sinto sotto il regime nazi-fascista, tragedia per molti decenni dimenticata e negata, e per far riflettere sulle nuove intolleranze di oggi. Tra le iniziative: una mostra fotografica, un viaggio nei luoghi della violenza nazista, dove furono torturati ed uccisi migliaia di rom e sinti, dai ghetti ai campi della morte. A Torino la rassegna fotografica si tiene fino al 15 febbraio, presso la Biblioteca “Primo levi” e il centro culturale “Principessa Isabella”. Inoltre, si terrà dal 26 gennaio al 31 gennaio a Casalmaggiore (Cr), presso la Pro Loco, e sempre da oggi al 27 gennaio a Catanzaro, presso il Liceo Ginnasio statale “P.Galluppi”.
Inoltre, l’Aizo organizza la conferenza “Dalle prime leggi razziali in Europa all’ultima notte dei rom ad Auschwitz” che contribuirà ad effettuare il resoconto storico sulle radici ideologiche e sulle fasi salienti di una follia che ha portato alla morte migliaia di uomini, donne e bambini, con una riflessione sui rischi dell’emergere di nuove intolleranze oggi.
Relatrice sarà Carla Osella, presidente nazionale di Aizo rom e sinti, esperta dello sterminio.
A Torino il 2 febbraio ore 17 presso il centro culturale “Principessa Isabella”; a Casalmaggiore (Cr) aprirà il suo auditorium S.Croce il 31 gennaio, ore 21 e Catanzaro la ospiterà il 27 gennaio,ore 17, presso il Salone Ameduri del Liceo “P.Galluppi”.
A Roma, a quasi un anno dalla morte dei quattro fratellini rom arsi vivi nella loro baracca sulla via Appia, per ricordare una storia ininterrotta di discriminazione, scritta con l’inchiostro del rifiuto e dell’intolleranza, l’Associazione 21 luglio e Popica Onlus, organizzano domenica 5 febbraio alle ore 18,00 presso il teatro Valle Occupato un evento dal titolo “Porrajmos. Sterminio e resistenza del popolo rom”. Calcheranno per la prima volta il palco del teatro rappresentanti delle comunità rom e sinte per fare memoria della loro vita. Insieme a loro si esibiranno gli Assalti Frontali, Erri De Luca, Jovica Jovic e i Muzikanti di Balval , Tony lo Zingaro, le “zingare” spericolate Chejà Celen e Simonetta Salacone.
Il termine Porrajmos (“divoramento”, in lingua romaní), indica il tentativo di sterminare le comunità rom e sinte durante la seconda guerra mondiale. Al pari della più nota Shoah, il Porrajmos fu pianificato in nome delle teorie razziste che caratterizzavano il nazismo. Non si conosce il numero esatto dei rom e sinti che nel 1935 vivevano in Europa: è quindi difficile quantificare le vittime. Una recente stima parla di almeno 500 mila rom e sinti sterminati. Migliaia di rom e sinti vennero deportati nei campi di oncentramento europei ma anche italiani ad Agnone, Berra, Bojano, Bolzano, Ferramonti, Tossicìa, Vinchiaturo, Perdasdefogu e nelle Tremiti. I rom furono perseguitati, imprigionati, seviziati, sterilizzati, utilizzati per esperimenti medici, gasati nelle camere a gas dei campi di sterminio, perché “zingari” e quindi, secondo l´ideologia nazista, “razza inferiore” indegna di esistere. I rom erano considerati geneticamente ladri, truffatori, nomadi: una pericolosità insita nel loro sangue, prima che nei comportamenti.
Questo marchio di “infamia”, impresso a sangue sulla pelle dei rom, non è finito con il regime hitleriano, ma perdura oggi in forme diverse e con modalità solo in apparenza meno cruente. Nella città di Roma gli ultimi anni sono stati segnati da 400 sgomberi e trasferimenti forzati. Ripetutamente si sono verificate violazioni di diritti umani e atti di razzismo istituzionale. Le comunità rom e sinte, spinte ai margini della città, sono stati collocate in spazi caratterizzati dall’emarginazione e dall’isolamento sociale. In alcuni casi le politiche locali, segnate da processi di rifiuto e di rigetto, sono state l’indiretta causa di distruzione e morte.
(Dire – Redattore Sociale. Riproduzione riservata)
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